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La commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo

Le norme tecniche ed i vari chiarimenti emessi nel corso del tempo hanno portato ad una definizione di “locale di pubblico spettacolo” non sempre univoca e di immediata identificazione e ad interpretazioni procedurali disomogenee, in particolare in occasione delle manifestazioni temporanee dove si riscontrano una gran varietà di situazioni diverse.
Tramite l’utilizzo del presente documento – aggiornamento della precedente versione del 2012 – si è resa più chiara l’individuazione delle attività da considerarsi di pubblico spettacolo ed univoca l’interpretazione delle procedure, al fine di rendere uniforme l’attività di controllo da parte del personale del Comando dei Vigili del Fuoco, delle Commissioni Locali di Vigilanza dei Locali di Pubblico Spettacolo e delle Amministrazioni Comunali competenti tramite i propri organi (Polizia Locale, Uffici Commercio e Uffici Tecnici).
Sono stati identificati i locali e le attività da considerarsi di pubblico spettacolo e quindi rientranti nel potere di controllo della Commissione di Vigilanza dei Locali di Pubblico Spettacolo ai sensi dell’art. 80 del TULPS.

 

La commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo

L’art. 141 del R.D. 06/05/1945 n. 635, così come sostituito dall’art. 4 del D.P.R. 311/2001 stabilisce:
“Per l’applicazione dell’articolo 80 della legge sono istituite commissioni di vigilanza aventi i seguenti compiti:

a) esprimere il parere sui progetti di nuovi teatri e di altri locali o impianti di pubblico spettacolo e trattenimento, o di sostanziali modificazioni a quelli esistenti;

b) verificare le condizioni di solidità, di sicurezza e di igiene dei locali stessi o degli impianti ed indicare le misure e le cautele ritenute necessarie sia nell’interesse dell’igiene che della prevenzione degli infortuni;

c) accertare la conformità alle disposizioni vigenti e la visibilità delle scritte e degli avvisi per il pubblico prescritti per la sicurezza e per l’incolumità pubblica;

d) accertare, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3, anche avvalendosi di personale tecnico di altre amministrazioni pubbliche, gli aspetti tecnici di sicurezza e di igiene al fine della iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 4 della legge 18 marzo 1968, n. 337;

e) controllare con frequenza che vengano osservate le norme e le cautele imposte e che i meccanismi di sicurezza funzionino regolarmente, suggerendo all’autorità competente gli eventuali provvedimenti.”

L’art. 141 bis prevede che:
“La Commissione Comunale è così composta:

a) dal sindaco o suo delegato che la presiede;

b) dal comandante del Corpo di Polizia municipale o suo delegato;

c) dal dirigente medico dell’organo sanitario pubblico di base competente per territorio o da un medico dallo stesso delegato;

d) dal dirigente dell’ufficio tecnico comunale o suo delegato;

e) dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco o suo delegato;

f) da un esperto in elettrotecnica.
…(omissis)…
Il parere della commissione è dato per iscritto e deve essere adottato con l’intervento di tutti i componenti.
…(omissis)…

Per l’esercizio del controllo di cui all’art. 141 primo comma lettera e), il presidente, sentita la commissione, individua i componenti delegati ad effettuarli e, comunque, un medico delegato dal dirigente medico dell’organo sanitario pubblico di base competente per territorio, il comandante dei Vigili del Fuoco o suo delegato, o, in mancanza, altro tecnico del luogo.”
Tale indicazione è da ritenersi riferita a quei controlli periodici, ritenuti opportuni o necessari, da effettuarsi in attività già insediate e verificate dalla Commissione nella sua intera composizione e regolarmente autorizzate all’esercizio. Non è pertanto da ritenersi utilizzabile la commissione nella sua composizione “ridotta” per le verifiche, tramite sopralluogo, di cui alle lettere b), c) e d) dell’art. 141, di un locale od attività di pubblico spettacolo, sia temporaneo che di tipo permanente.

 

Limiti della commissione comunale di vigilanza

I limiti di competenza delle Commissioni Comunali di Vigilanza stabiliti dal D.P.R. 311/2001, sono:
– locali per teatri, cinematografi, e per spettacoli viaggianti con capienza fino a 1300 persone,
– altri locali ed impianti, anche all’aperto, con capienza fino a 5000 persone.

Oltre tali limiti la competenza è della Commissione Provinciale di Vigilanza con la composizione di cui all’art. 142 del R.D. 635/1945.
In ogni caso i parchi di divertimento e le attrezzature da divertimento meccaniche o elettromeccaniche che comportano sollecitazioni fisiche degli spettatori o del pubblico partecipante ai giochi, superiore ai livelli indicati con Decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro della Salute, sono di competenza della Commissione Provinciale di Vigilanza.

 

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