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Supporto didattico

ESPLOSIONE

L’esplosione è il risultato di una rapida espansione di gas dovuta ad una reazione chimica di combustione. Gli effetti della esplosione sono: produzione di calore, una onda d’urto ed un picco di pressione. Quando la reazione di combustione si propaga alla miscela infiammabile non ancora bruciata con una velocità’ minore di quella del suono la esplosione è chiamata DEFLAGRAZIONE. Quando la reazione procede nella miscela non ancora bruciata con velocità superiore a quella del suono la esplosione è detta DETONAZIONE. Gli effetti distruttivi delle detonazioni sono maggiori rispetto a quelli delle deflagrazioni . Una esplosione può aver luogo quando gas, vapori o polveri infiammabili, entro il loro campo di esplosività,...

Manovre di incendio con estintori e idranti

N.B. Gli esempi citati dovranno essere utilizzati tenendo conto di quanto esiste nell'azienda in cui è richiesto il nostro servizio di informazione - formazione.   Manovra di avvicinamento per perdite gas da flangia, con incendio Dopo aver steso e raccordato due tubi da 45 mm, fra di loro e all'idrante, applicare una lancia che sia in grado di formare uno schermo di protezione; in dette condizioni avanzare fino al raggiungimento della valvola di intercettazione gas e chiudere l'erogazione. Manovra d'incendio con vasca da 1 mq. circa Verifica della capacità estinguente con estintori a C02 e a polvere (A-B-C). A seconda della profondità della vasca, su una base d'acqua di circa...

Uso delle attrezzature di spegnimento: Manovre di incendio

Distesa di due tubi da 45 mm e lancia Il servente che svolge i due tubi in successione, provvede a riavvolgerli in doppio, aiutato da un secondo servente.   Manovra d'incendio al piano terra con tre serventi (a secco) Con partenza in prossimità dell'idrante, il primo servente stende il tubo da 70 mm e lo raccorda all'idrante. Resta così in attesa del comando per azionare l'idrante. Il secondo servente si porta in prossimità dell'incendio tenendo in una mano il raccordo maschio da 70 mm e nell'altra un ripartitore da 70/45 a tre vie d'esodo che verrà raccordato al tubo (tutte le valvole chiuse). Il secondo servente staziona sul ripartitore per...

Liquidi infiammabili

La combustione dei liquidi infiammabili Tutti i liquidi sono in equilibrio con i propri vapori che si sviluppano in misura differente a seconda delle condizioni di pressione e temperatura sulla superficie di separazione tra pelo libero del liquido e mezzo che lo sovrasta. Nei liquidi infiammabili la combustione avviene proprio quando, in corrispondenza della suddetta superficie i vapori dei liquidi, miscelandosi con l’ossigeno dell’aria in concentrazioni comprese nel campo di infiammabilità, sono opportunamente innescati. Pertanto per bruciare in presenza di innesco un liquido infiammabile deve passare dallo stato liquido allo stato di vapore. L’indice della maggiore o minore combustibilità di un liquido è fornito dalla temperatura di...

I rischi alle persone e all’ambiente

DINAMICA DELL'INCENDIO Nell’evoluzione dell’incendio si possono individuare quattro fasi caratteristiche  le quali possono essere evidenziate in un diagramma che descrive l'andamento delle temperature di un incendio nel tempo (curva Temperatura – tempo): Fase di ignizione I vapori delle sostanze combustibili, siano esse solide o liquide, iniziano il processo di combustione e la combustione è facilmente controllabile.  Tale fase dipende dai seguenti fattori: infiammabilità del combustibile, possibilità di propagazione della fiamma, grado di partecipazione al fuoco del combustibile, geometria e volume degli ambienti, possibilità di dissipazione del calore nel combustibile, ventilazione dell’ambiente, caratteristiche superficiali del combustibile, distribuzione nel volume del combustibile, punti di contatto. Fase di propagazione Caratterizzata da:...

COME SI UTILIZZA UN ESTINTORE PORTATILE?

Le regole generali per l’utilizzo degli estintori portatili contro un incendio sono le seguenti:   azionare l’estintore alla giusta distanza dalla fiamma per colpire il focolare con la massima efficacia del getto, compatibilmente con l’intensità del calore emanata dalla fiamma stessa; dirigere il getto dell’agente estinguente alla base della fiamma; agire in progressione iniziando a dirigere il getto sulle fiamme più vicine per poi proseguire verso quelle più distanti; durante l’erogazione muovere leggermente a ventaglio l’estintore; se trattasi di incendio di liquido, operare in modo che il getto non causi proiezione del liquido che brucia al di fuori del recipiente; ciò potrebbe causare la propagazione dell’incendio; ...

AUTORESPIRATORI

Generalità Gli autorespiratori sono apparecchi di respirazione costituiti da una unità funzionale autonoma, portata dall'operatore che può quindi muoversi con completa libertà di movimenti. Essi rappresentano il mezzo protettivo più sicuro in quanto, agli effetti della respirazione, isolano completamente l'operatore dall'ambiente esterno. La necessità di impiego di questi mezzi si verifica in diverse circostanze: quando l'ambiente è povero o privo di ossigeno; quando il tasso d'inquinamento atmosferico è eccessivamente elevato; quando non si ha alcuna conoscenza, nemmeno approssimata, della natura dell'inquinante; in tutti i casi, cioè, dove non è sufficiente o è dubbia l'efficacia dei dispositivi filtranti.   Autorespiratori a ciclo aperto a riserva d'aria Negli autorespiratori a ciclo aperto l'aria...