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CAPITOLO A.1 – REGOLE TECNICHE VERTICALI Attività di intrattenimento e di spettacolo a carattere pubblico

La presente regola tecnica verticale reca disposizioni di prevenzione incendi riguardanti attività di intrattenimento e di spettacolo in genere, a carattere pubblico, svolte al chiuso o all’aperto, anche a carattere temporaneo. Per le attività temporanee di intrattenimento e di spettacolo effettuate all’interno di impianti sportivi la presente regola tecnica deve essere applicata alla totalità degli ambiti interessati, ad esempio parterre, tribune, foyer, …(Capitolo G.2).

Sono esclusi dal campo di applicazione della regola tecnica:

  • i luoghi all’aperto non delimitati;
  • gli esercizi pubblici dove sono impiegati strumenti musicali o apparecchi musicali, in assenza di attività danzanti o di spazi ed allestimenti specifici per gli avventori (es. bar o ristoranti con esibizioni musicali, con musica diffusa, con apparecchi karaoke, …, privi di spazo ed allestimenti dedicati agli avventori per assistere alle rappresentazioni o per danzare);
  • le attrazioni di spettacolo viaggiante di cui alla Legge 18 marzo 1968 n. 337 (le attrazioni di spettacolo viaggiante sono escluse dalla regola tecnica e si applica la normativa vigente).

Definizioni

  1. Attività di intrattenimento e di spettacolo: attività destinate a intrattenimenti e attrazioni a carattere  pubblico soggette alla disciplina del Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773. Attività quali la danza (sale da ballo, discoteche, …), i concerti, gli spettacoli vari in esercizi pubblici con aree o spazi specifici per gli spettatori, i locali in cui sono allestite le attrazioni di spettacolo viaggiante, le sale giochi, le agenzie di scommesse, le sale bingo, le rappresentazioni teatrali (spettacoli lirici, drammatici, coreografici, di rivista e varietà, …), le conferenze, i congressi, le proiezioni cinematografiche (teatri, cinema-teatri, auditori, sale convegno, cinematografi, teatri di posa per riprese cinematografiche e/o televisive con presenza di pubblico, …).
  2. Complessi multifunzionali: attività comprendenti ambiti di intrattenimento e di spettacolo ed ulteriori ambiti con attività diverse, caratterizzati da organicità funzionale, anche afferenti a diversi soggetti responsabili. Ad esempio attività quali cinema, auditorium, sale convegni, …, inseriti in centri commerciali o poli fieristici.
  3. Sala: ambito dell’attività destinato agli spettatori o agli avventori per assistere o partecipare a intrattenimenti o spettacoli vari.
  4. Scena: ambito dell’attività destinato alla rappresentazione di spettacoli; la scena comprende il palcoscenico, gli scenari, le ulteriori attrezzature e gli allestimenti necessari all’effettuazione di rappresentazioni teatrali e di spettacoli in genere. In relazione all’ubicazione, la scena può essere: a. di tipo separato dalla sala, quando è separata dalla sala e dai locali di servizio e retropalco con elementi resistenti al fuoco, ad eccezione del boccascena ammesso aperto con la sala;
    b. di tipo integrato nella sala, quando costituisce un unico ambito con la sala.
    L’ambito costituito da sala e scena integrata è unico ai fini della determinazione delle misure antincendio.
  5. Deposito di servizio alla scena: locale destinato a ricevere gli scenari e le attrezzature per lo spettacolo in programmazione.

Classificazioni

Ai fini della presente regola tecnica le attività sono classificate come segue:

  • in relazione al numero di occupanti n:
    OA: n ≤ 200;
    OB: 200 < n ≤ 1000;
    OC: 1000 < n ≤ 5000;
    OD: 5000 < n ≤ 10000;
    OE: n > 10000.
    Gli occupanti della classificazione sono riferibili al numero di spettatori o avventori, parametro utilizzato ai fini amministrativi o autorizzativi, in generale inferiore all’affollamento complessivo, che comprende anche il personale addetto.
  • in relazione alla quota dei piani h:
    HA: -1 m ≤ h ≤ 6 m;
    HB: -5 m ≤ h ≤ 12 m;
    HC: -10 m ≤ h ≤ 24 m;
    HD: tutti i casi non rientranti nella classificazione precedente.
    Per attività con quote di piano variabili, si considerano le quote di piano più sfavorevoli accessibili agli occupanti: minore per gli ambiti interrati, maggiore per gli ambiti fuori terra. Ad esempio, per le tribune si considera la quota del livello più elevato a cui accede il pubblico.

Le aree dell’attività sono classificate come segue:

  • TA1: ambiti accessibili al pubblico, con esclusione delle attività all’aperto
  • TA2: ambiti accessibili al pubblico delle attività all’aperto;
    Le attività all’aperto sono definite al Capitolo G.1
  • TB: ambiti non aperti al pubblico, quali sale prove, camerini e simili, di superficie > 100 m2;                                                                                Camerini e simili, se direttamente comunicanti con la scena, sono classificabili aree TK3
  • TC: ambiti non aperti al pubblico adibiti ad uffici e servizi, con caratteristica prevalente degli occupanti δocc di tipo A, di superficie > 200 m2;
  • TK1: ambiti dove si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio o dell’esplosione, di superficie > 100 m2;
    Ad esempio laboratori ed attrezzerie per le scenografie, …
  • TK2: scena di tipo separato;
  • TK3: area camerini e servizi comunicanti direttamente con la scena, di superficie complessiva > 50 m2;
    Ai fini della classificazione TK3 devono essere sommate le superfici dei camerini e dei locali servizi direttamente comunicanti con la scena, anche se posti distanziati e di singola superficie < 50 m2
  • TM1: depositi con carico di incendio specifico qf > 600 MJ/m2, aventi superficie > 200 m2;
  • TM2: depositi con carico di incendio specifico qf > 1200 MJ/m2;
  • TM3: depositi di servizio alla scena di superficie > 50 m2;
  • TT1: locali in cui siano presenti quantità significative di apparecchiature elettriche ed elettroniche, locali tecnici rilevanti ai fini della sicurezza antincendio;
    Ad esempio CED, sala server, cabine elettriche, …..
  • TT2: aree destinate alla ricarica di accumulatori elettrici di trazione;
    Ad esempio muletti, transpallet, macchine per la pulizia con uomo a bordo, …
  • TZ: altre aree non ricomprese nelle precedenti.
    Ad esempio cabine per la proiezione di film su supporto combustibile, …

Sono considerate aree a rischio specifico (Capitolo V.1) almeno le seguenti aree: TK1, TM2,TM3.

Valutazione del rischio di incendio

La progettazione della sicurezza antincendio deve essere effettuata attuando la metodologia di cui al capitolo G.2.
Nella valutazione del rischio relativa alle aree TA2, il progettista deve tenere in considerazione gli ulteriori aspetti di contesto eventualmente presenti quali, ad esempio: i pericoli derivanti da ostacoli ed elementi di arredo urbano; le aperture di smaltimento fumi e calore di attività limitrofe; le caratteristiche del piano di calpestio e l’orografia delle aree; l’installazione di impianti ed apparecchiature tecniche da rendere inaccessibili al pubblico; le transenne e le barriere amovibili allestite in prossimità delle aree ad elevata densità d’affollamento, da adottare in esecuzione “anti ribaltamento”, …
I profili di rischio sono determinati secondo la metodologia di cui al capitolo G.3.

Strategia antincendio

  1. Devono essere applicate tutte le misure antincendio della regola tecnica orizzontale (RTO) attribuendo i livelli di prestazione secondo i criteri in esse definiti, fermo restando quanto indicato al successivo punto 3.
  2. Devono essere applicate le prescrizioni del capitolo V.1 in merito alle aree a rischio specifico e, ove pertinenti, le prescrizioni delle altre regole tecniche verticali.
  3. Nei paragrafi che seguono sono riportate le indicazioni complementari o sostitutive delle soluzioni conformi previste dai corrispondenti livelli di prestazione della RTO.

Reazione al fuoco

Nelle vie d’esodo verticali, passaggi di comunicazione delle vie d’esodo orizzontali (es. corridoi, atri, spazi calmi, filtri, …) devono essere impiegati materiali appartenenti almeno al gruppo GM2 di reazione al fuoco (Capitolo S.1).

Nelle sale delle aree TA1 devono essere impiegati materiali appartenenti almeno al gruppo GM2 di reazione al fuoco (Capitolo S.1).

I materiali costituenti le pavimentazioni delle sale delle aree TA1 devono appartenere almeno al gruppo GM3 di reazione al fuoco (Capitolo S.1).

E’ ammesso omettere i requisiti di reazione al fuoco delle pavimentazioni in legno del palcoscenico, anche nel caso di scena integrata.

Per i materiali ed i prodotti installati nelle aree TA2 e nelle relative vie d’esodo, inclusi tensostrutture, tunnel mobili e strutture a tenda in generale devono essere impiegati materiali del gruppo GM3.

Per i requisiti di reazione al fuoco richiesti a materiali scenici, quinte, velari, tendaggi e simili, si fa riferimento alla tabella di classificazione in gruppi per arredamento, scenografie, tendoni per coperture del Capitolo S.1.

Resistenza al fuoco

La classe di resistenza al fuoco dei compartimenti (Capitolo S.2) non può essere inferiore a quanto previsto in Tabella A.1-1:

Per le strutture vulnerabili in caso d’incendio installate in adiacenza alle opere da costruzione è ammesso omettere le verifiche di resistenza al fuoco (Capitolo S.2) qualora le stesse strutture siano di superficie ≤ 100 m2 e comportino percorsi d’esodo di lunghezza ≤ 15 m.

 

Compartimentazione

  • Le aree TA1, TB devono rispettare le quote di piano, le limitazioni e le misure antincendio della tabella A.1-2:

 

  • Le aree dell’attività devono avere le caratteristiche di compartimentazione (Capitolo S.3) previste in tabella A.1-3:
  • All’interno della singola sala:
    a. non si applicano i limiti della superficie massima del Capitolo S.3
    b. è ammessa la compartimentazione multipiano del Capitolo S.3 indipendentemente dalle quote dei piani accessibili al pubblico.
    Ad esempio per i piani dei soppalchi, delle gallerie, delle gradinate, dei loggioni, …

 

  • Sono ammesse le seguenti comunicazioni tra diverse attività secondo il Capitolo S.3:
    a. senza requisiti di compartimentazione tra le attività di intrattenimento o spettacolo classificate OA+HA ed altre attività dei complessi multifunzionali con sistemi d’esodo comuni;
    b. senza requisiti di compartimentazione tra le attività di intrattenimento o spettacolo dotate di controllo dell’incendio (Capitolo S.6) di livello di prestazione V e di controllo
    fumo e calore (Capitolo S.8) di livello di prestazione III ed altre attività dei complessi multifunzionali con sistemi d’esodo comuni;
    c. tipo protetto con chiusure almeno E30-Sa tra le attività di intrattenimento o spettacolo ed altre attività civili, con sistemi d’esodo indipendenti;
    d. di tipo protetto tra le attività di intrattenimento o spettacolo ed altre attività dei complessi multifunzionali, con sistemi d’esodo comuni;
    e. di tipo a prova di fumo tra le attività OA+HA o OA+HB ed altre attività civili con sistemi d’esodo comuni;
    f. di tipo a prova di fumo tra le attività di intrattenimento o spettacolo ed altre attività, non ricomprese ai punti precedenti, con sistemi d’esodo indipendenti.

 

Esodo

  1. La progettazione del sistema d’esodo (Capitolo S.4) delle attività di intrattenimento o spettacolo deve prevedere il massimo affollamento in funzione della presenza del
    pubblico e delle ulteriori persone presenti a qualsiasi titolo.
    L’affollamento complessivo delle attività di intrattenimento o spettacolo caratterizzate dalla compresenza di ambiti differenti è calcolata con riferimento alle densità di affollamento ed ai criteri del Capitolo S.4 per i relativi ambiti, ovvero impiegando le soluzioni alternative o in deroga del Capitolo G.2
  2. Negli ambiti con posti a sedere sono ammesse aree con pubblico in piedi purché siano identificate e non interferenti con le vie d’esodo.
  3. Il sistema d’esodo delle aree TA:
    a. non può prevedere tornelli;
    b. non deve attraversare le altre tipologie di aree classificate al punto A.1.3 comma 2;
    Non si applicano le indicazioni del paragrafo requisiti antincendio minimi per l’esodo del Capitolo S.4 inerenti l’ammissione dell’attraversamento di altre tipologie di aree a seguito di specifica valutazione del rischio
    c. se con pubblico in piedi e densità d’affollamento > 0,7 persone/m2 non può prevedere porte ad apertura automatica.
    Non si applicano le indicazioni dei paragrafi porte ad azionamento automatico, tornelli del Capitolo S.4
  4. Per il sistema d’esodo delle aree TA1 non è ammessa l’omissione di porzioni di corridoio cieco.
    Non si applicano le indicazioni della Tabella condizioni per l’omissione di porzione di corridoio cieco del Capitolo S.4
  5. Al fine di limitare la probabilità che si sviluppi sovraffollamento localizzato e di ridurre i tempi di attesa Δtcoda, in particolare in caso di affollamenti o densità di affollamento
    significativi oppure considerando che gli occupanti possano distribuirsi in modo imprevisto, la larghezza unitaria da utilizzare per il calcolo delle larghezza delle vie d’esodo orizzontali delle aree TA1 con pubblico in piedi e densità di affollamento > 0,7 pp/m2 è riportata nella tabella A.1-4:

    Non si applicano le indicazioni della Tabella larghezze unitarie per vie d’esodo orizzontali del Capitolo S.4

  6. Per le attività OB con pubblico in piedi e densità di affollamento > 0,7 pp/m2, la larghezza minima delle vie d’esodo orizzontali delle sale delle aree TA1 deve essere ≥ 1200 mm.
    Misura complementare della Tabella larghezze minime per vie d’esodo orizzontali del Capitolo S.4
  7. Al fine di limitare la probabilità che si sviluppi sovraffollamento localizzato e di ridurre i tempi di attesa Δtcoda, in particolare in caso di affollamenti o densità di affollamento significativi
    oppure considerando che gli occupanti possano distribuirsi in modo imprevisto, la larghezza unitaria da utilizzare per il calcolo delle larghezza delle vie d’esodo verticali delle aree TA1
    con pubblico in piedi e densità di affollamento > 0,7 pp/m2 è riportata nella tabella A.1-5:

    Non si applicano le indicazioni della Tabella larghezze unitarie per vie d’esodo verticali del Capitolo S.4

  8. Per le attività OB con pubblico in piedi e densità di affollamento > 0,7 pp/m2, la larghezza minima delle vie d’esodo verticali delle sale delle aree TA1 deve essere ≥ 1200 mm.
    Misura complementare della Tabella larghezze minime per vie d’esodo verticali del Capitolo S.4

 

Gestione della sicurezza antincendio

  1. La GSA in esercizio deve comprendere una sistematica attività di sorveglianza che preveda anche specifiche verifiche prima di ogni apertura, in modo da garantire il costante corretto esercizio dell’attività. In particolare devono essere previsti:
    a. la sorveglianza dei locali e delle vie d’esodo;
    b. la sorveglianza degli impianti e delle attrezzature di protezione attiva antincendi;
    c. la sorveglianza degli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio.
  2. Nelle attività di tipo OC+HC, OC+HD, OD, OE il centro di gestione delle emergenze deve essere ubicato in apposito locale ad uso esclusivo (Capitolo S.5)
  3. Gli impieghi di articoli pirotecnici, di fiamme libere, di gas e liquidi infiammabili o combustibili e di armi scenografiche deve essere oggetto di specifica valutazione
    del rischio, eventualmente tramite misure aggiuntive o soluzioni alternative, nonché essere autorizzato secondo le procedure di legge.

 

Controllo dell’incendio

Le attività devono essere dotate di misure di controllo dell’incendio (Capitolo S.6) secondo i livelli di prestazione previsti in tabella A.1-6:

Ai fini della eventuale applicazione della norma UNI 10779, per le reti idranti ordinarie devono essere adottati i parametri di progettazione minimi riportati in tabella A.1-7:

Per la progettazione dell’eventuale impianto automatico di controllo o estinzione dell’incendio di tipo sprinkler secondo la norma UNI EN 12845 devono essere adottati i parametri riportati in tabella A.1-8:

 

Rivelazione ed allarme

  • Le attività devono essere dotate di misure di rivelazione ed allarme (Capitolo S.7) secondo i livelli di prestazione in Tabella A.1-9:

Sono ammesse soluzioni alternative alla funzione A degli IRAI (rivelazione automatica dell’incendio) nelle sale con impieghi di effetti scenici che possano comportare falsi allarmi, ad esempio per le discoteche, i teatri, i complessi multifunzionali, …

  • Deve essere previsto il sistema EVAC per le aree dell’attività della Tabella A.1-10:

 

Controllo fumi e calore

  1. Le aree TA1 delle attività devono essere dotate di misure di controllo fumi e calore (Capitolo S.8) secondo i livelli di prestazione della Tabella A.1-11:
  2. Le indicazioni del precedente comma 1 non si applicano alle attività svolte in strutture vulnerabili in caso d’incendio (tensostrutture e strutture a tenda in generale)

 

Sicurezza impianti tecnologici

  1. I gas refrigeranti degli impianti centralizzati di climatizzazione e condizionamento (Capitolo S.10) inseriti in aree TA1 e TB devono essere classificati A1 o A2L secondo
    ISO 817 “Refrigerants – Designation and safety classification” o norma equivalente.
  2. Gli impianti di produzione calore alimentati a combustibili solidi, liquidi o gassosi di potenza ≤ 35 kW devono essere ubicati all’esterno delle attività, ovvero in compartimenti autonomi di classe di resistenza al fuoco ≥ 30.

 

Altre indicazioni

E’ vietato l’impiego di apparecchi riscaldanti con resistenza elettrica in vista.

 

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