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AUTORESPIRATORI

Generalità

Gli autorespiratori sono apparecchi di respirazione costituiti da una unità funzionale autonoma, portata dall’operatore che può quindi muoversi con completa libertà di movimenti.
Essi rappresentano il mezzo protettivo più sicuro in quanto, agli effetti della respirazione, isolano completamente l’operatore dall’ambiente esterno.
La necessità di impiego di questi mezzi si verifica in diverse circostanze: quando l’ambiente è povero o privo di ossigeno; quando il tasso d’inquinamento atmosferico è eccessivamente elevato; quando non si ha alcuna conoscenza, nemmeno approssimata, della natura dell’inquinante; in tutti i casi, cioè, dove non è sufficiente o è dubbia l’efficacia dei dispositivi filtranti.

 

Autorespiratori a ciclo aperto a riserva d’aria

Negli autorespiratori a ciclo aperto l’aria espirata viene dispersa all’esterno attraverso la valvola di scarico della maschera.
Il loro schema di funzionamento è il seguente:

  • l’aria proveniente dalla riserva passa attraverso un dispositivo di riduzione di pressione (1° stadio), che ne riduce la pressione da 150-200 atm ad una pressione di 6-8 atm;
  • con tale pressione l’aria raggiunge il dispositivo riduttore del 2° stadio che permette una seconda riduzione ad una pressione respirabile (poco più di 1 atm);
  • quando l’operatore inspira, si crea di fatto una pressione negativa (depressione) nella maschera che favorisce l’ingresso dell’aria attivando la valvola di immissione;
  • in fase dì espirazione la valvola di immissione si chiude e si aprono quelle di esalazione.

Si precisa che esistono autorespiratori funzionanti a domanda e pertanto l’afflusso d’aria sarà proporzionale alla richiesta; quelli che funzionano in sovrapressione l’aria affluirà in quantità maggiore, creando nel vano maschera una sovrapressione di circa 2,5 mbar che provvede ad una ulteriore protezione da eventuali infiltrazioni di tossico dalla maschera, possibili per una non perfetta aderenza al viso della stessa.
(Gli attuali autorespiratori hanno la possibilità di funzionare a domanda o in sovrapressione, con manovra manuale o automatica).
In entrambi i casi la massima portata di aria è di 300-400 L/min.

Autonomia

L’autonomia è proporzionale al volume della riserva d’aria, e quindi alle dimensioni della bombola.
Tenendo conto che per un lavoro medio un operatore addestrato consuma circa 30 litri d’aria al minuto, conoscendo il volume delle bombole è possibili valutarne l’autonomia dell’apparecchio.

Esempio:
volume bombola = L 7
pressione = atm 200
autonomia = 7 x 200 : 30 = 45 minuti
É utile sapere che quando la pressione all’interno della bombola scende sotto le 50 atm circa, un sistema d’allarme acustico (fischio) avverte che la bombola è prossima all’esaurimento dell’aria e
quindi l’operatore dovrà abbandonare l’intervento.
Se la bombola sarà di dimensioni ridotte, dovendo dare all’operatore un tempo minimo di circa 5 minuti per abbandonare l’intervento, il sistema d’allarme sarà tarato in modo da intervenire prima.

 

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