Top

Blog

analisi ai tempi del COVID-19

Il flusso di persone nelle strade e nelle piazze. Un’analisi ai tempi del COVID-19.

 

Abstract

Non ci piace stare fermi. Non ci piace stare in quarantena. Ma nonostante ciò abbiamo dovere morale di farlo. Ma possiamo essere in quarantena ma non stare fermi con la testa. Per questo abbiamo voluto contribuire a stimare quello che la fase 2 potrebbe costituire nel concreto in termini di gestione delle folle e più in generale degli affollamenti nei luoghi all’aperto stimando quindi numericamente le ripercussioni nell’applicare il distanziamento sociale su scala urbana.

 

Modellazione di esodo

Non si tratta di una nuova tecnologia quella che andremo ad utilizzare in questo articolo, ma bensì di uno strumento ben noto a chi si occupa di sicurezza nelle manifestazioni e prevenzione incendi con approccio ingegneristico (FSE). Stiamo parlando infatti della modellazione dell’esodo mediante software fluidodinamici avanzati. Grazie a questi applicativi infatti è possibile riscostruire le geometrie dei luoghi (che essi siano chiusi o all’aperto), rappresentare gli occupanti fornendo tutte le caratteristiche reali come comportamento, velocità di camminamento, dimensione del corpo e capacità di compattarsi per poter poi individuare i tempi un’eventuale sfollamento in emergenza o più semplicemente come in questo caso individuare i gradi di addensamento generali, calcolare le nuove capienze ed i “punti caldi” del sistema, ovvero quei luoghi in cui vi è particolare sovraffollamento di persone.

 

Quali possono essere le prime applicazioni?

Troviamo applicazione in tutti quei luoghi laddove si voglia iniziare a ragionare sulla tanto nota ed attesa “fase 2”, cercando quindi di prevedere come il distanziamento sociale imposto dal mondo medico-scentifico possa impattare sulla propria realtà. Sappiamo infatti che molte attività trovano il loro business sull’affollamento. Pensiamo a ristoranti, bar, discoteche, fiere, sagre e tutte quelle attività in genere in cui l’aggregazione la fa da padrona e che generalmente ci diverte tanto. In questa fase però, è necessario poter organizzare e poter divertirsi in sicurezza.

 

Divertirsi è fondamentale nella vita, ma se non c’è vita non c’è divertimento.

 

Ottimizzando i percorsi e quindi i flussi delle persone è possibile garantire il distanziamento sociale riducendo al minimo il suo impatto in termini di affluenza e capienza massima di locali ed aree aperte al pubblico. Sono concetti che valgono dal piccolo negozio alla grande piazza.

 

Un esempio su scala urbana

Abbiamo ipotizzato un tipico schema urbano di una fiera, manifestazione o semplice mercato ambulante. Sono state individuate due strade principali (ampie 5m) che confluiscono in una piazza con una fontana centrale. Ad una delle due strade principali afferiscono 2 strade secondarie. È stato fissato un affollamento piuttosto elevato ed uniformemente distribuito, parliamo di circa 3’000 persone con una densità media di circa 1,6 persone/m2. A livello comportamentale è stato imposto un comportamento causale rappresentato da un 50% di persone che si muovono in direzione est, e l’altro 50% in direzione ovest. All’interno di questi gruppi di persone inoltre si è imposto un comportamento tale per cui le prime inizino a muoversi immediatamente e le ultime dopo almeno 5 min, con una distribuzione nel tempo “normale”. La velocità di camminamento, non trattandosi di esodo in emergenza è stata fissata pari a 0,8m/s (3km/h circa). Simulando il termine dell’evento, e quindi l’abbandono dell’area fuori da situazioni di emergenza, si individua un tempo di percorrenza pari a circa 25min.

 

3000 persone, ferme.

 

restringimenti e densità

 

La rimodulazione applicando il distanziamento sociale

Ora passiamo alla stessa situazione, imponendo 1m di distanza interpersonale. A favore di sicurezza la distanza viene fissata a tutte le persone, trascurando quindi quelle facenti parte dello stesso nucleo famigliare e quelle che irresponsabilmente non osserveranno le disposizioni. Il primo dato che salta all’occhio è la necessaria riduzione dell’affollamento che scende a circa 2’300 persone rappresentando una riduzione del 25%. La nuova densità media è ora di circa 1,05 persone/m2. A livello comportamentale è stato imposto un comportamento causale ed identico al precedente rappresentato da un 50% di persone che si muovono in direzione est, e l’altro 50% in direzione ovest. All’interno di questi gruppi di persone inoltre si è imposto un comportamento, come nel caso precedente, tale per cui le prime inizino a muoversi immediatamente e le ultime dopo almeno 5 min, con una distribuzione nel tempo “normale”. La velocità di camminamento, non trattandosi di esodo in emergenza è stata fissata pari a 0,8m/s (3km/h circa). Simulando anche in questo caso il termine dell’evento, e quindi l’abbandono dell’area fuori da situazioni di emergenza, si individua un tempo di percorrenza pari a circa 50min.

 

restringimenti e densità

 

restringimenti e densità

Conclusioni

Confrontando le due simulazioni eseguite, è utile ragionare sui risultati più in termini relativi che assoluti. Dai dati analizzati infatti si evidenzia in primo luogo la necessità di ridurre del 25% l’affluenza nei luoghi all’aperto per garantire anche il semplice stazionamento a distanza di sicurezza ed in secondo luogo la dilatazione dei tempi di percorrenza del 10%, dovuto principalmente alla necessità di mantenere le distanze anche nei restringimenti e nelle convergenze dei flussi, riducendo in sostanza la “portata di esodo” di ogni singola via di passaggio. Se da una parte l’affollamento non subisce particolari riduzioni, dall’altro abbiamo il tempo di percorrenza che si dilata in modo considerevole. Questo dato numerico ci conferma come sarà molto importante la gestione degli accessi e uscite “scaglionate” nel tempo, in linea con le future indicazioni nazionali e che probabilmente ci sarà meno danno del previsto in termini di capienza delle aree.

 

AFFOLLAMENTO -25%

TEMPI DI ESODO +130%

 

 

 

Share
No Comments
Add Comment
Name*
Email*
Website